L'11 dicembre a Rimini, insieme alla mia ragazza, ho passato una giornata davvero speciale: ho intervistato il giudice Luigi Tosti a casa sua. L'intervista è stata davvero molto interessante, specie se si conosce un pò della vicenda antecedente: il giudice Tosti, infatti, è sotto processo disciplinare presso il CSM dal 2003 sostanzialmente per aver rimosso il crocifisso da un'aula di tribunale a L'Aquila (poco dopo l'episodio di Adel Smith) e per la sua volontà di non presenziare più udienze in aule con crocifissi per perseguire l'obbligo, prescritto dalla Costituzione, di essere ed apparire imparziale. Oltre alla sua allucinante esperienza fatta di contraddizioni (dei magistrati del CSM) e di pregiudizi razziali e religiosi di questi, nel dopointervista abbiamo trascorso la serata assieme alla signora Emilia parlando di laicità, pari opportunità, Costituzione e, più in generale, dello stato delle cose.
Durante il "montaggio" dell'intervista, però, con l'aggiunta di altri materiali molto interessanti riguardanti la vicenda, questa si è trasformata in un microdocumentario. Chi lo guarda può capire alcune cose non solo dello stato della laicità e delle pari opportunità nel nostro Paese, ma anche della giustizia e dell'indipendenza degli organi di controllo (ma più che altro organi controllati) della nostra Repubblica, ad esempio il Consiglio Superiore della Magistratura.
Vi consiglio di mettervi comodi, gustarvi questo piccante documento e di commentare nella maniera più spontanea per poterne discutere.
Ringrazio il giudice Luigi e la signora Emillia per l'umanità mostrata, per la bella serata e per gli acuti spunti di riflessione.
Dato che nei commenti è fuoriuscito l'argomento, pongo correzione ad una mia mancanza aggiungendo questo pezzo.
Voglio aggiungere qualcosa di cui abbiamo parlato la sera dell'intervista, ma di cui non ho la registrazione, e che riguarda i rapporti mafia - chiesa. Non è un caso infatti che i mafiosi non siano mai stati scomunicati e che questi siano sempre stati irremovibilmente cattolici (seppur a "compartimenti stagni").
La nascita della mafia intesa come associazione a delinquere e non come semplice sistema clientelare, infatti, è dovuta sostanzialmente alle "bolle di componenda". Potete approfondire le conoscenze sulle "bolle di componenda" tramite Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/La_bolla_di_componenda) o leggendo l'omologo libro di Andrea Camilleri, ma la summa è:
"Componenda: è accordo, compromesso, transazione intesa a sanare un contenzioso tra parti. […] La più simbolica è incredibile fra tutte è quella che il potere ecclesiastico garantiva a chi, pagando un obolo più o meno grande secondo il reato, acquisiva diritto preventivo all‘assoluzione"
E' praticamente così che sono nati e sono cresciuti i clan mafiosi, con l'assicurazione di una assoluzione preventiva regolata da un preciso tariffario. Citando ancora la fonte, i mafiosi avevano l'assoluzione preventiva dai parroci certamente non luterani o valdesi (e coperti dal Vaticano) al prezzo di "una lira e tredici" che copriva reati del valore di "lire trentadue e ottanta di roba o denaro rubato" (dato che per questi criminali business is business). Valle a dire queste cose a "La Storia siamo noi", vedrete che prendono Minoli e lo buttano da una finestra (non in senso figurato).
Fin qui però si può obiettare dicendo che è passato del tempo e che la chiesa cattolica ha chiesto scusa.
Prima obiezione: la chiesa cattolica, nella persona di Giovanni Paolo II (l'offuscatore di pedofili) ha chiesto scusa, ma a Dio (e non alle vittime e senza fare un singolo nome) e concludendo con una frase tipo "ma anche gli altri non sono stati da meno" (per un approfondimento http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/giornata_del_perdono/).
Seconda obiezione: tuttora i mafiosi non sono scomunicati, quindi non è una fatto appartenente al passato e Ratzinger Z non è certo un distratto (non per le cose che gli convengono).
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P.S: chi non ha troppi problemi con l'inglese può vedere il documentario sull'argomento realizzato dalla canadese CBC all'indirizzo seguente:
http://www.cbc.ca/mrl3/8752/news/features/murray-church-state-071204.wmv
sabato 15 dicembre 2007
Intervista al giudice Luigi Tosti.
pubblicato da RingoDePalma in giustizia, informazione, interviste, laicità, violazioni varie alle 17.15
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7 commenti:
Piergiorgio Welby è morto scomunicato e senza funerale.
Pinochet è morto con un funerale.
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Piergiorgio non ha ucciso nessuno.
Pinochet ha ucciso.
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Piergiorgio non era uno di loro.
Anche tutti i mafiosi hanno avuto un funerale cattolico... Per loro la Chiesa non ha detto ne ba ne bu..
è una vergogna!
Complimenti per il sito e che Dio salvi la Costituzione Italiana!
www.lostudiodiwatty.ilcannocchiale.it
magari la città era L'AQUILA.
E' vero, effettivamente la citta era L'Aquila e non L'Acquila...
Comunque, se volete visionare e scaricare il video sul vostro pc potete farlo direttamente da Google video all'indirizzo http://video.google.it/videoplay?docid=-6159291744812405233
Premetto sono un credente impegnato in attività riconducibili all'operato della chiesa.
Tuttavia ci sono molte contraddizioni all'interno della chiesa cattolica. Condivido la scelta del giudice, anche credo che i simboli religiosi debbano essere tolti dai luoghi pubblici per due semplici motivi: laicità dello stato e uguaglianza di tutte le persone. Inoltre, da credente, penso che ridurre la fede alla semplice ostensione si un simbolo è un pensiero bigotto e ignorante. La fede è altro e rigurda i comportamente quotidiani di ogni persona che si reputa credente in qualcosa.
Si è accennato dei mafiosi. Purtroppo è vero. Sarei felicissimo se il papa decidesse di scomunicarli
Da cristiana affermo che la religione per essere autentica dovrebbe stare al suo posto, e non occuparsi di politica ed economia, non dovrebbe intromettersi nelle attività dello Stato come la ricerca, deve promuovere lo stato laico e soprattutto deve confrontarsi con le altre confessioni religiose e con il pensiero ateo sapendo di essere una tra pari. Se la fede diventa intolleranza, ignoranza, odio, presunzione di detenere la verità unica, violenza, discriminazione, perde il suo significato ed è controproducente che esista.
Voglio aggiungere qualcosa di cui abbiamo parlato la sera dell'intervista, ma di cui non ho la registrazione, e che riguarda i rapporti mafia - chiesa. Non è un caso infatti che i mafiosi non siano mai stati scomunicati e che questi siano sempre stati irremovibilmente cattolici (seppur a "compartimenti stagni").
La nascita della mafia intesa come associazione a delinquere e non come semplice sistema clientelare, infatti, è dovuta sostanzialmente alle "bolle di componenda". Potete approfondire le notizie sulle "bolle di componenda" tramite Wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/La_bolla_di_componenda ) o leggendo l'omologo libro di Andrea Camilleri, ma sostanzialmente questa è:
"Componenda: è accordo, compromesso, transazione intesa a sanare un contenzioso tra parti. […] La più simbolica è incredibile fra tutte è quella che il potere ecclesiastico garantiva a chi, pagando un obolo più o meno grande secondo il reato, acquisiva diritto preventivo all‘assoluzione"
E' praticamente così che sono nati e sono cresciuti i clan mafiosi, con l'assicurazione di una assoluzione preventiva regolata da un preciso tariffario. Citando ancora la fonte, i mafiosi avevano l'assoluzione preventiva dai parroci certamente non luterani o valdesi (e coperti dal Vaticano) al prezzo di "una lira e tredici" che copriva reati del valore di "lire trentadue e ottanta di roba o denaro rubato" (dato che per questi criminali business is business).
Valle a dire queste cose a "La Storia siamo noi", vedrete che prendono Minoli e lo buttano da una finestra (non in senso figurato).
Fin qui si può obiettare dicendo che è passato del tempo e che la chiesa cattolica ha chiesto scusa.
Prima obiezione: la chiesa cattolica, nella persona di Giovanni Paolo II (l'offuscatore di pedofili) ha chiesto scusa, ma a Dio (e non alle vittime) e concludendo con una frase tipo "ma anche gli altri non sono stati da meno" (per un approfondimento http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/giornata_del_perdono/ ).
Seconda obiezione: tuttora i mafiosi non sono scomunicati, quindi non è una cosa del passato e Ratzinger Z non è certo un distratto.
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